feb062010

Qualchè novità

Published by bonebag at 18.01 under

Ho aggiornato il blog alla nuova versione stabile di blogengine.NET, la 1.6 e ne ho approfittato anche per dare una nuova veste grafica, con un diverso template. Non trovando qualcosa che mi piacesse davvero ne ho riscritto uno tutto nuovo basandomi in piccola parte su un modello esistente, ma le differenze sono tantissime, questo infatti supporta le widget, un nuovo foglio di stile, la possibilità di condividere i post su Facebook e altre piccole novità non tutte visibili. In realtà c'è ancora qualche piccola modifica di dettaglio che dovrei fare ma per ora sono abbastanza soddisfatto. la foto nell'header è il faro all'ingresso del porto di Olbia.

Fatemi sapere se vi piace.



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feb022010

100!

Published by bonebag at 16.37 under

Con questo siamo a cento articoli.

Ed è post auto celebrativo per un blog atipico, frequentato da pensieri spesso cupi e eccessivamente introspettivi, disorganizzato, senza un filo logico che non sia quello delle miei ossessioni che temo stiano finendo.

La terapia sembra funzionare.

Posso fare un primo bilancio: positivo. Mi sono divertito, ho ripreso a scrivere dopo molti anni, mi sono messo in gioco e sono contento che a qualcuno piacciano le cose che scrivo.

I commenti critici me li hanno fatti in privato, qualcuno anche a voce, mi dicono che non era il caso di raccontare i fatti miei specie su argomenti difficili come l’abuso sessuale, la violenza, il suicidio. Ma questo mi serve per capire le mie paure, non vi piace o vi mette a disagio? Fate uno sforzo o non leggete. Ho vissuto più volte attacchi di panico e non sono finiti finchè non ho imparato a controllarli, valutando bene le mie paure.

Molti post sono dedicati alle donne o ispirati da donne, che poi sono la mia vita, la mia passione; credo che più delle donne mi piacciano solo le moto (non è vero), ma le donne riesco a portarmele a casa anche senza soldi per le moto la faccenda è più complicata. Vi amo e vi amerei tutte, ma non avrò tempo a sufficienza.

Qualcuno mi ha detto che troppo spesso strizzo l’occhio al mondo gay. Non è vero. È un mondo che conosco ma che non frequentato  perché non mi entusiasma: è pieno di gente spocchiosa, razzista e pettegola ed è comunque uno spaccato in piccolo ed in peggio del resto dell’universo. Semplicemente noioso, ma esiste e ne incontro frequentemente quindi perché non parlare  anche di loro?

Mi piace e continuerò a farlo: parlare della amicizia, che ho scoperto  che va sempre in direzione centrifuga ossia verso gli altri, vorrei essere più amico di me stesso qualche volta, ma esserlo degli altri è più facile, molte meno domande.

Un argomento di cui non parlo mai e che invece mi sta davvero a cuore è il mondo fisico che mi circonda, l’ambiente urbano e quello naturale. Un po’ ne parlo con le mie foto ma non sono tanto bravo, ho poco tempo e attrezzatura limitata. Inizierò a farlo da quello che è il prodotto più massivo, ingombrante, meno apprezzato: i rifiuti. Ho una tesi di laurea (pubblicata) in economia dell’ambiente, riprenderò il discorso dove lo avevo interrotto, perché certe cose scomode non le avevo potute scrivere, troppo distanti dalla ideologia romantica dell’ambiente che tutti (o quasi) condividiamo.

Ah ! E sapete che c’è ? L’ambiente naturale non esiste è solo un invenzione letteraria.

A presto.



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gen312010

Lavinia

Published by bonebag at 18.39 under

Lavinia è un'amica e un’artista, un’artista vera, ha lo studio vicino a Santa Marta dove realizza stupendi oggetti in ceramica. In realtà è anche Ingegnere Chimico, ma ha fatto il Liceo Artistico e adora modellare la creta. Questo però non le dà da mangiare e il suo principale lavoro è la consulenza: progetta composti ceramici per impieghi industriali, principalmente in campo motoristico. Quando vi affidate alle pastiglie freno della vostra moto, bé la vostra vita potrebbe dipendere dalla sua bravura…

L’ho chiamata qualche giorno fa, avevo bisogno di un consiglio e sono andato a trovarla; il suo laboratorio sembra il negozio di un fornaio in cui un pazzo ha fatto esplodere i sacchi della farina: una polvere sottilissima ricopre ogni cosa. Appoggio istintivamente un dito su una mensola e porto alle labbra il polpastrello imbiancato,

“Che fai?!  Smettila subito! Non si mangia!” mi grida

“Sì mamma! Cos’è ?” chiedo ridendo,

“Idrossisilicato di alluminio, la base delle mie ceramiche, vola dappertutto”

“Caolino insomma”

“Si, mi davo un tono” e ride “Ti mostro una cosa”  e mi porge un coffee mug in porcellana bianchissima, abbagliante.

“Sai, non è smaltata, è caolino puro e la filigrana che vedi in controluce è un monogramma in pasta vitrea annegata nell’impasto." Un oggetto semplice ma veramente bello.

“É la mia tazza per il caffè americano. Di cosa avevi bisogno?”

"Devo  fare un regalo speciale ad una mia amica, anche lei speciale, qualcosa che sappia di me e che le tenga vivo il ricordo se ci perderemo di vista"

“Una amica di letto?”

“Bè, come molte, ma lei è speciale, quasi quanto te” sorrido io, un po’ ruffiano.

“Bastardo... non provarci con me non attacca! Comunque so io cosa regalarle, ma ti costerà un po’ e visto che sei sempre un gran bugiardo pagamento anticipato, come si chiama la tua amica?”

“Il vero nome non è importante, Contessa può andare bene e pagamento solo alla consegna”

“Ok, il regalo glielo dai in mia presenza però, se no non se ne fa nulla” fa lei seria “E adesso vieni qui, che voglio un acconto…”

Le sue dita sganciano veloci la cintura del mio jeans, lo tira giù con foga, la osservo cingermi i fianchi mentre si abbassa su di me, i suoi pollici premono le mie creste iliache e quando afferro la sua treccia bionda, le sue unghie mi si conficcano nelle natiche. Saldare il conto sarà un piacere…

È passato un po’ di tempo, un decina di giorni, quando mi arriva un sms: “prepara tutto e chiama la tua Contessa che io ho finito”.

 

“Ok” rispondo e organizzo per una sera della settimana successiva a casa mia.

Contessa non è solo un'amica, è anche la mia compagna di giochi, di merende si potrebbe dire, ed è una che ama le sorprese, ci sguazza negli imprevisti. L’ho invitata con il richiamo di una sorpresa appunto, e quando è entrata a casa vedendo cappotto, guanti e foulard di Lavinia, mi ha guardato come un ghepardo affamato guarda un impala.

“Dov’è?"  mentre si guarda attorno e annusa l’aria.

“In bagno” dico io,

 

“L'hai portata per me vero? Sai che sei un tesoro?”

 

“Non immagini quanto...” e sorrido pensando che in realtà piuttosto che una gazzella, l’aspetta una leonessa.

Stasera cena jappo, la mia preferita e poi cucino io, un sushi decoroso, non bellissimo da vedere ma accettabile, e pesce comunque freschissimo, ottimo vino e altrettanto buona musica, loro due parlano e si studiano, mi guardano e si sorridono, io le osservo e ascolto.

Finito il Sake e riordinata la tavola ci spostiamo in soggiorno, Lavinia si allontana un attimo e quando torna si adagia sul divano accanto a Contessa, io mi verso un Lagavulin 16 anni in un thumb e metto acqua e ghiaccio in un bicchiere a parte.

“Sai Contessa,” esordisce Lavinia, “questa cena è per te, il nostro ospite mi ha commissionato un dono, e ho voluto fare una sorpresa anche a lui, non ti spiace se sono io il portagioie vero?” E la bacia sulla bocca.

Una intuizione che solo una donna poteva avere: Contessa in un attimo le sgancia il bottoncino dietro il collo e fa correre in basso la zip, Lavinia si alza lasciando andare giù il vestito e si abbandona nuovamente sul divano con addosso solo le calze, divaricando leggermente le gambe per mostrarle il dono. Contessa le accarezza lentamente il pizzo dell'autoreggente e si spinge su fino toccare l’oggetto, lo estrae. É un candido dildo in porcellana, così perfetto da sembrare vero: il cazzo di un angelo; ogni rilievo, ogni vena è perfettamente riprodotta. Lo avvicina all’abat jour, è lucente e traslucido, lo annusa come farebbe un felino e infine lo assaggia.

Si volta verso di me: "Ma è il tuo!"

Sorrido mentre Lavinia china su di me controlla di aver fatto un buon lavoro, si ferma un attimo e rivolta a Contessa le fa: “Due come noi era l’unico modo che aveva per averci insieme”.

 

 

 

Ecco qualcosa di simile, lo trovate qui 



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gen262010

L’uomo che legge

Published by bonebag at 14.56 under

Come colui che sa, in tema di fare oltraggio
letta la rima sua che a noi si tanto piace
non vuolsi poi mostrar di meritar lo raggio

così, l’uomo cortese è noto: gode e tace.       
Come il fiorire d’un giorno del ciliegio
è segno d’approssimar di maggior luce

legge la rima in petto e serba il privilegio.
Non apparir li piacque, ne millantar dell’altrui dote
e poco dirà e in cuore ritener, di lei servigio.

Ahi lasso! Cuore non può che penna non ripete
taccia il poeta dunque e spenga d’ogni sussurro il suono,
che a dir costì di lei non ci compete.

 

Perdonerete la metrica non perfetta, non sono mai stato bravissimo in queste cose, farò meglio la prossima volta



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gen252010

Tramonti...

Published by bonebag at 0.31 under

Il sole basso, sotto le nuvole del tramonto, allunga e stira le ombre di due giovani amanti che passeggiano sulla battigia; camminano insieme, mano nella mano, lo sguardo rivolto alla striscia dorata che si allunga verso l’orizzonte.

Sulla sabbia umida qualche onda si frange sommessamente e avanza, cancellando le impronte dei loro piedi nudi.

Rallentano, sta per tramontare, si fermano, stupiti da questo miracolo che si rinnova ogni sera.

Mani si cingono sui fianchi, le loro teste si avvicinano. Risacca e gabbiani null’altro. Il vento si è placato e nessun suono inquina la spiaggia.

Non è  rimasta che una striscia di sole sottilissima. Sparita.

Nella luce che ancora resiste si guardano, un accenno di sorriso, occhi che si abbassano e poi sotto un cielo che sembra ardere si fissano ancora, dita leggere sui capelli, un bacio sulla fronte.


“Paolo”

“si Amore che c’è?”

“Hai dato da mangiare al maiale?”

“Santo cielo Enrico, me ne sono dimenticato!!”


Tramonto a Capo Caccia, Alghero - Bonebag ©2008



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