Epifania

L’Epifania tutte le feste si porta via, recitava il vecchio adagio.

La befana, (o la crisi?) sembra si sia portata via anche Babbo Natale.

Sentite condoglianze ai folletti.

Incidente a Babbo Natale

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Si continua

Il blog è fermo da un po’ oramai, non perchè non ci sia da scrivere, ma perchè sono stato preso da cose più urgenti e gli svaghi letterari sono passati in secondo piano, pensavo intanto di mettere davvero mano a quelle modifiche che ritenevo urgenti, tipo suddividerlo in due sezioni una dedicata alle foto ed una dedicata invece ai racconti.

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Otto minuti inutili

3 dicembre 2009: pubblicai qui un post intitolato Bogart, tre mesi dopo smisi di fumare.

Un mese o due senza sigarette in cui stavo benissimo, finchè incontrai una persona che fumava forte e per non so quali strani meccanismi mentali, ricominciai.

Quell’incontro si rivelò, qualche mese dopo, una cornucopia di disgrazie tra le quali il fumo è senz’altro la meno grave. Ho lasciato questa persona al suo destino e ripresa la mia vita in mano, adesso ho finalmente un nuovo lavoro, in una nuova città e sto ricominciando a vivere. Dopo diversi mesi con difficoltà di tutti i generi, ho iniziato a rasserenarmi e a non pensare più con angoscia a ciò che mi aspetta il giorno dopo.

Questa cosa del fumo però, mi rumoreggiava in testa.

Il 1° maggio finita l’ultima sigaretta del pacchetto non sono uscito a comprarle e finora non ne ho comprate. Ne fumate.

Il fatto è che quando ti accorgi che fumare forse non ti piace così tanto e che se non fumi stai bene lo stesso anzi meglio, inizi a perderne la voglia.

Ecco, in effetti non ho voglia di fumare, prima sopportavo il fastidio del fumo passivo come una specie di dazio da pagare per il fatto di essere anche io fumatore, ma ripensandoci mi sembra una stronzata, mi ha sempre dato fastidio il fumo nei posti chiusi, in treno, in macchina, in discoteca.

A tavola poi, non l’ho mai sopportato e mi infastidisce chi si alza per andare a fumare tra una portata e l’altra. Io mi sono sempre concesso una sigaretta ma solo dopo il caffè e senza alcuna fretta: otto minuti di relax.

Ma capita che un giorno accendi una sigaretta e non ti piace, ci rimani male e continui a pensarci.

Io almeno ci ho pensato, e nel dubbio ci ho riprovato, ne ho acceso un’altra: ma cazzo! Non mi piace, mi da fastidio.

Che fare allora? Sopporto e la fumo lo stesso, tanto prima o poi mi abituo?

No.

Non ne ho voglia, sono abbastanza insofferente questo periodo, non ho voglia di sopportare… la sigaretta poi..

Non mi piace? Mi da fastidio? Vaffanculo, non sono obbligato a fumarla… e non la fumo.

“Non mi piace perciò non la fumo”.

Un concetto banale, ovvio per un non fumatore e, dovrebbe essere sconcertante per chi ha fumato per venticinque anni e invece non lo è, lo trovo ovvio anche io.

Ecco perché non ho comprato sigarette in questi giorni e sinceramente non riesco a trovare un motivo per farlo.

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Un’amica per caso…

 allumeusepercaso ha chiuso

La schermata di Blogger…

Ieri il blog di una delle mie più care amiche è stato chiuso dall’autore.

Lei, la mia amica, che teneva questo diario, mi ha chiesto una mano, per archiviare tutto prima di spegnere la luce.

Ed io, come sempre, l’ho aiutata seppur con un po’ di tristezza.

Sapevo che prima o poi sarebbe successo ma, me lo ha detto così all’improvviso da non rendermi conto che la cosa era nell’aria da tempo. E in fondo non sono dispiaciuto, da un po’ non scriveva più, ma era per me come un deposito di ricordi, di cui alcuni, dolci e piacevoli.

Ed è così che mi sono chiesto cosa mi abbia trattenuto dal chiudere le mie “Cronache dall’età Tecnozooica” visto che anche io da un po’ non scrivo nulla, e una risposta in realtà non c’è, in compenso adesso sento di nuovo la spinta a scrivere e ad occuparmi del mio.

Non faccio propositi che poi magari non manterrò, ma mi piacerebbe fare qualche modifica, cambiare la piattaforma, cioè passare a WordPress o nel caso di qualcosa di più complesso passare addirittura a Joomla, cambiare il layout e spostare qui tutto il mio materiale fotografico che ora sta su flickr o comunque collegarlo in qualche modo.

Insomma riprendere possesso di una delle attività che più mi ha dato soddisfazione fino a pochi mesi fa e che per motivi che non sto a spiegare ho improvvisamente interrotto.

Sembra paradossale ma la chiusura del blog della mia amica mi ha spronato a riprendere in mano il mio e così mentre mi guardo intorno mi accorgo che qui in città ci sarebbero un bel po’ di cose da dire e da raccontare.

Stay tuned…

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Uno sguardo indietro…

Cartella Documenti, pulizie di Natale, ho trovato file senza titolo. Non ricordavo cosa fosse e l’ho aperto: è una lettera che non ho mai spedito.

A dire il vero non è stata l’unica, ma questa mi ha colpito, di solito, se non le spedisco le cancello: che senso ha tenerle?

L’ho riletta e ho capito, è un conto che ho avuto in sospeso e che ho chiuso nel peggiore dei modi, doveva accompagnare un libro che mi fu prestato tempo fa e che invece ho restituito senza una parola, senza spiegazioni, in un pacco di pesante carta nera.

Nel silenzio è stato riconsegnato e, come mi aspettavo, dal silenzio è stato accolto, o quasi.

Dimenticato.

Fino a ieri, quando per una strana coincidenza ho intravisto quella persona e mi è capitata sotto gli occhi quella lettera mai spedita.

Ne avevo anche fatto un post che poi non ho pubblicato e che non pubblicherò più.

Perchè di passi, uno dopo l’altro ne ho fatti tanti e adesso che sono andato così lontano molti ricordi diventano sfumati e poche cose restano ancora nitide: quelle belle.

Come uno sguardo, un sorriso…

mimi

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Un venerdi come gli altri

Inizia un altro week end prenatalizio ed io, che natalizio non mi sento (ne pre, ne post) accuso una leggera forma di insofferenza verso i riti e i miti del buonismo commerciale e avventizio.

Come molti, se non tutti, sarò trascinato nella compulsione dell’acquisto, non tanto per me che ne farei senz’altro a meno, quanto per chi, poco o molto, qualcosa si aspetta di ricevere. È sempre qualcuno poi con cui ho consuetudine e fors’anche affetto, ragion per cui, in ore poco trafficate mi curerò di vagare alla ricerca di qualche onesta strenna.

Devo solo trovarne la forza, che la motivazione piuttosto latita.

Quella del week end è per me una depressione vasta come il Mar Caspio, una bolla vuota come di sapone, che mi rimanda deformata  la mia immagine tremolante e fragilissima e mi fa percepire intorno nulla se non che vuoto.

E non mi figuro certo di riempirlo con queste facce attonite, ora in processioni oranti ora genuflesse al dio della spesa, dentro un capannone addobbato di oro e scarlatto.

il mercatino degli obejobej a milano

Immagine di reperorio, Milano Dicembre 2009 fiera deglli Obej Obej in Castello, bonebag ©2009

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Comunicazione di servizio: valanga di spam

In questi giorni mi stanno arrivando una valanga di spam tramite i commenti, per cui ho dato una stretta ai filtri antispam, una cosa che succede poi è che gli stessi inviano delle mail alle persone che hanno precedentemente commentato, sto cercando di risolvere anche questo.

Mi dispiace se vi è arrivata qualche mail senza senso, sto lavorando affinchè in futuro non si ripeta.

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Cinque passi…

Foto: Nascosta, bonebag©2010


Umido d’autunno: foglie rugginose lucide di pioggia, mosse appena dal vento,  colori esiliati che l’arcobaleno non gradisce.

Sul sentiero pochi sassi come rare certezze.

E pensieri in sosta, nella mezza luce di giorni troppo brevi.

Ogni giorno mi accosto queste pietre, le uniche che non ho mai smosso e mi ostino a levigare con lo sguardo.

Perfetta proporzione e misura della solitudine.

 

Yuku ware ni
Todomaru nare ni
Aki futatsu.

Nel mio andarmene,
nel tuo restare
due autunni.

Masaoka Shiki

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Della democrazia e altre bazzecole.

 

Ho deciso tempo fa che mi sarei espresso scrivendo solo all’interno di uno spazio mio, personale e non censurabile, perché nelle community vigono regole di vario genere e può accadere che alcune confliggano con l’insieme dei miei valori e credenze.

Inoltre, solitamente qualcuno è preposto alla loro applicazione con tanto  di sanzioni. 

Dal momento che non sono particolarmente interessato ad essere simpatico a tutti, caso vuole che di solito i primi con cui  entro in conflitto siano i moderatori, minando così la struttura clientelare di amicizie e connivenze che potrebbe tenermi al riparo nel momento in cui espongo in maniera schietta il mio pensiero. 

E poiché chi gode di qualche favore esiste sempre, potrebbe beneficiarne proprio qualcuno che io non sopporto.

 

Fatta questa premessa veniamo al punto:

 

Non amo la democrazia, non quella parodia che abbiamo qui in Italia, tanto che spesso ho pensato che sarei contento se evaporasse la classe dirigente che oggi inquina questo Paese. Troverei soddisfacente qualcosa come la “tragedia” che ha colpito la Polonia qualche settimana fa, e possibilmente senza dover troppo aspettare. 

Mia madre mi ricorda spesso che non si deve augurare il male, ma lei è di un’altra epoca…

 

Si dice che il pesce puzza dalla testa: ne sono convinto. Se questo paese non funziona e sta morendo mi pare ovvio che risalendo nella catena di comando la responsabilità arriva al capo del governo e ai sui complici (ad essere onesti anche a chi lo  ha votato). 

Dal momento che sembra non ci sia modo per liberarci di costoro, credo che una dipartita sarebbe auspicabile. Credo altresì che l’unica utile, sarebbe una scomparsa naturale, meglio se di incidente.

 

Domestico e singolare oppure di gruppo. 

 

I motivi sono ovvi: in caso di morte violenta o provocata, i seguaci di questi “leader” si sentirebbero in dovere di continuarne l’opera, perpetuandone l’immagine nei secoli a venire come quella di uomini immolatisi per salvare la Patria. 

 

Quindi evitiamo per favore di creare figure ingombranti di martiri ed eroi che non esistono. 

 

Un così imponderabile effetto del caso sgombrerebbe il campo da ogni dubbio, come nel periodo medievale, quando la giustizia era amministrata in maniera sommaria ma efficace. 

Era in uso l’invocazione a Dio per un giudizio sul presunto malfattore, oggi che i tempi non sono meno cupi ne meno barbari potrebbe avere un efficace effetto sulle coscienze.

 

Altro che campare centocinquanta anni.

 

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Preterizione

La gara è appena finita ed abbiamo perso.

Tutti i blog d’Italia parlano adesso dello stesso argomento, la nostra sconfitta contro la Slovacchia, e anche facebook e twitter e friend feed, insomma tutti.

Io no.

Non sono un tifoso, non ho mai seguito il calcio e non mi interessa parlarne adesso, quindi non lo farò.

Ma capisco la tristezza e la delusione, e in parte la avverto anche io, ma in fondo è solo un aspetto molto limitato anche se significativo di quanto il mio Paese sia in crisi, di quanto siamo in fondo sopravviventi, di quanto non ci si creda, e alla fine, di quanto sia sempre colpa di qualcun altro, magari più in alto di noi, magari che decide per tutti, il salvatore della patria.

Ascolto Marcello Lippi che rivendica la responsabilità della sconfitta, con tristezza, ma anche con l’orgoglio del capo.

Non si sente spesso una dichiarazione così.

Per quello che può valere la mia impressione, io lo trovo un grande uomo.

Un uomo come pochi.

Può aver sbagliato e forse lo ha fatto, aspetto le riflessioni di altri con ben altre responsabilità a ben altri livelli.

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