mar082010

Le mimose in Iraq sono viola

Published by bonebag at 17.33 under Donne

Per una donna quasi tutto é più difficile, è sempre stato così, da stamattina molti lo ammettono anche acquistando agli angoli delle strade mazzolini di mimose rubate. Ladro chi le vende, ricettatore chi le compra, ma sempre meglio che essere maschio, porco, sciovinista ed insensibile.

 

È l’8 marzo, festa della donna, vabbè.

 

Pensavo: la donna è la femmina dell’uomo, e il maschio dell’uomo come si chiama?
Non si usa più dire maschio e femmina, pretendendo così di essere uguali quando uguali non siamo. Continuiamo rappresentare i generi come fossero due specie diverse. Eppure la donna è un uomo, perché se è vero che ha le tette, spesso dimostra di avere anche le palle.

 

Che poi festa non è, ma solo la Giornata Internazionale delle Donne, al lavoro si va ugualmente chi ce l’ha, donne comprese; che poi proprio al lavoro, costrette dall’indigenza, trovarono la morte le donne che oggi  commemoriamo.

 

Vedo attaccare a questa  ricorrenza i temi più diversi: i diritti delle lesbiche, di conseguenza i diritti dei gay (maschi), la pace nel mondo, l’effetto serra; andiamo avanti di questo passo e ci possiamo far stare tutto, che so ci saranno immigrati donna, lesbiche e gay? E magari ci ricorderemo che esistono anche animali di sesso femminile, e forse anche alieni femmina, che magari hanno anche animali alieni in via d’estinzione di cui alcuni femmina. Mah…

 

Stasera per alcune donne sarà anche festa, un mini Baccanale in pizzeria, con spogliarello compreso nel prezzo, e magari, avances e proposte pesanti (e a volte indecenti) a studenti o disoccupati che per arrotondare fanno i camerieri, un lavoro che molte donne non vogliono più fare.

 

Lo capisco è degradante, molto meglio fare l’account, l’HR, la stylist, PR, ecc. ecc. anche hostess ed escort suonano meglio che cameriera.

E domani?

Di nuovo tutto come ieri, soliti casini, soliti litigi, soliti sogni infranti, soliti rospi da ingoiare. E a meno che il capo non sia una donna (cosa probabile del resto), a volte non solo rospi.

 

In Iraq oggi le donne festeggiano, ci sono state le elezioni e un centinaio di donne siederanno in parlamento, circa il 25% del totale dei seggi, da noi in Italia sono circa il 15% .

Auguri di cuore, se lo meritano

 



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feb272010

Letto in una notte

Published by bonebag at 14.04 under

"Ormai l'aveva imparato.
Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante. Era successo con Michela e poi con Alice e adesso di nuovo. Stavolta li  riconosceva: quei secondi erano lì e lui non si sarebbe più sbagliato."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un'amica mi ha prestato poche sere fa il bel libro di Paolo Giordano, avevo sonno ma come spesso mi accade ho fatto l'errore di iniziare a leggerlo. Al secondo capitolo un trillo mi ha interrotto, era lei la mia amica, su msn:

 

[..]
Io:  ho iniziato a leggere la solitudine dei numeri primi
Lei: ma non ti sta piacendo. Come mai?
Io:  ho una sensazione
Lei: ?
Io:  non ti so spiegare, una sensazione sui personaggi che ci sia qualcosa che mi darà fastidio
Io:  ma andrò avanti
Lei: ne ero quasi sicura
Io:  di cosa?
Lei: di questa reazione
Io:  perchè?
Lei: perchè incomincio a conoscerti
Io:  me lo hai prestato apposta? :)
Lei: in un certo senso sì
Lei: ma non sto facendo esperimenti sugli esseri umani
Io:  forse stai solo cercando di conoscermi meglio
Lei: forse sto solo cercado di farti conoscere meglio
[..]

 

Finita la chiaccherata ho ripreso a leggere e la mattina alle 6:47 ho finito. Mi è piaciuto, bella storia con un finale non scontato per un racconto, ma inevitabile per i protagonisti.

Ho odiato ed amato subito Alice e Mattia, c'è molto di me in entrambi e alcune delle loro vicende le ho vissute in maniera così simile da provare angoscia nel leggerle, è stato un piccolo trauma ma lo rifarei.

Come romanzo d'esordio è davvero notevole e ho una punta d'invidia e ammirazione per un ragazzo del 1982 che racconta due vite al limite con questa efficacia.

Non mi è piaciuto tantissimo il modo che ha di scrivere e descrivere, ognuno ha il suo stile, ma se ha ancora qualcosa da dire aspetto il secondo romanzo che sarà altrettanto bello, anzi di più.

Non è perfetto, ma sarebbe stato davvero chiedere troppo. Sicuramente però, almeno per me, questo è un libro che non si dimentica.



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feb252010

Leaving Milan (Via da Milano)

Published by bonebag at 15.52 under Me

"Vado via per un po’."

 

Sto sistemando le mie cose e alcuni oggetti e libri sullo scaffale mi raccontano di due anni straordinari in una città tanto amata.

 

"Un po', ok, ma quanto?"

 

Sarà un salto nel buio, tra cose che detesto e affetti antichi, ma è solo uno scalo temporaneo.

 

“Qui non c’è più nulla per me.”

 

Non è vero, sono un maledetto bugiardo, qui c’è tanto e soffrirò tanto non potendolo portare con me.

Bisogna fare delle scelte, e comunque arriva un momento che scelte non ce ne sono più, rimane solo l’inevitabile.

Amarissimo andare via, ancor più il non aver chiuso certi conti, ma anche questa non è stata una scelta, non mia almeno.

 

"Tornerai?"

 

 

 

Foto: poche cose, ricordi - bonebag©2010



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feb192010

Qualcosa di sbagliato

Published by bonebag at 16.04 under Me

E anche questa volta ho dato tutto, anche ciò che non avevo.

E adesso, da un po', sono un guscio di noce vuoto e in pezzi, rimasto sulla tavola.

E ho voglia di piangere, ma da quando il mio vecchio è andato, non ho più lacrime: le ho versate tutte.

Eppure ne vorrei oggi, anche solo un po’.

Da troppo tempo corro sull’orlo del baratro sotto i proiettili di una fortuna ostinata: sento l’affanno, la fatica, il passo incerto.

Cercavo la vertigine sull’abisso, ora non più, ho solo nausea di me, e freddo.

Non ricordo nemmeno più cosa inseguivo, aveva a che fare coi sogni, ma sono troppo stanco e avvilito, il sole non basta più a rendermi nitido lo sguardo, la tristezza è una cataratta, e peggiora.

C’è qualcosa di sbagliato, una particella del mio essere, pochi grammi, ventuno dicono. Vorrei mondare la mia anima sporca o non vederla, forse per questo per te ci sono sempre.

Da troppo tempo mi rifugio nella vita degli altri, cerco la sofferenza e accanto a loro sto, per non sentire la mia, ma so di essere empatico e le tue ferite mi fanno sanguinare.

Raccolgo con un dito briciole di un gheriglio: è rimasto qualcosa anche per me, alla fine.

Basterà per ricominciare.

 

 

Foto: broken, bonebag©2010



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feb182010

Ancora...

Published by bonebag at 14.56 under Donne

Nessuna ammissione.

Nessun impegno.

Nessun futuro.

Nessun noi.

Ma io,

ci sono ancora.

Ed è passato lo tsunami.

Senza domande ascolto i tuoi occhi,

ché nelle parole non vediamo le risposte.

 

 

Foto: Embrace, Heiko Hosoe



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