"Ormai l'aveva imparato.
Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante. Era successo con Michela e poi con Alice e adesso di nuovo. Stavolta li riconosceva: quei secondi erano lì e lui non si sarebbe più sbagliato."
Un'amica mi ha prestato poche sere fa il bel libro di Paolo Giordano, avevo sonno ma come spesso mi accade ho fatto l'errore di iniziare a leggerlo. Al secondo capitolo un trillo mi ha interrotto, era lei la mia amica, su msn:
[..]
Io: ho iniziato a leggere la solitudine dei numeri primi
Lei: ma non ti sta piacendo. Come mai?
Io: ho una sensazione
Lei: ?
Io: non ti so spiegare, una sensazione sui personaggi che ci sia qualcosa che mi darà fastidio
Io: ma andrò avanti
Lei: ne ero quasi sicura
Io: di cosa?
Lei: di questa reazione
Io: perchè?
Lei: perchè incomincio a conoscerti
Io: me lo hai prestato apposta? :)
Lei: in un certo senso sì
Lei: ma non sto facendo esperimenti sugli esseri umani
Io: forse stai solo cercando di conoscermi meglio
Lei: forse sto solo cercado di farti conoscere meglio
[..]
Finita la chiaccherata ho ripreso a leggere e la mattina alle 6:47 ho finito. Mi è piaciuto, bella storia con un finale non scontato per un racconto, ma inevitabile per i protagonisti.
Ho odiato ed amato subito Alice e Mattia, c'è molto di me in entrambi e alcune delle loro vicende le ho vissute in maniera così simile da provare angoscia nel leggerle, è stato un piccolo trauma ma lo rifarei.
Come romanzo d'esordio è davvero notevole e ho una punta d'invidia e ammirazione per un ragazzo del 1982 che racconta due vite al limite con questa efficacia.
Non mi è piaciuto tantissimo il modo che ha di scrivere e descrivere, ognuno ha il suo stile, ma se ha ancora qualcosa da dire aspetto il secondo romanzo che sarà altrettanto bello, anzi di più.
Non è perfetto, ma sarebbe stato davvero chiedere troppo. Sicuramente però, almeno per me, questo è un libro che non si dimentica.
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