"Certo che sei proprio una zoccola, possibile che ti devi scopare con gli occhi tutti quelli che vedi?!"
"Senti chi parla! Appena mi sono distratto un attimo e stavi già facendo amicizia col cameriere. Ma tanto che credi, è fidanzato, anche se lei è una smorfiosa da far vomitare secondo me glielo ciuccia tutte sere, e poi l’hai mai vista? Ha un culo!"
"Perché il mio fa schifo? Quanto al resto poi … vabbè lasciamo stare."
"Ecco bravo, lasciamo stare non ti vorrai mica far riconoscere da nostro nuovo amico? Marco giusto?"
"Ehm! Si Marco, ciao piacere…" (rossore da moderato imbarazzo)
"Piacere mio, Io sono Mau, e lui è Aldo."
"Mari ma davvero il tuo amico è etero? Non si direbbe, mi sembra un ragazzo così sensibile…Ma state insieme? E da quanto? Non ci dici nulla? Dai racconta… "
"Si, fidati lo è anzi gira al largo! E tu marco non dargli retta. No, non stiamo proprio insieme, siamo amici, non ci vedevamo da tanto, ma insomma Mau, fatti cazzi tuoi!"
"Acida! Sei peggio di una zitella!"
Dall’interno una voce:
"Mau! Il telefono! È Anto…"
"Scusate… Ciao pazza!" (ma perchè urla?)
"Allora! Dove siete zoccole che non siete altri? Guarda che noi siamo qui al bar, vi stiamo aspettando, si le signorine sono qui c’è anche l’amico di Mari, no no è regolare, almeno così dice, si è carino. Se ti sente lei ti cava gli occhi, si, ciao Anto, si c’è anche Pierre, è arrivato oggi ti aspetta, ciao a dopo."
[…]
Iniziava così una serata memorabile di fine agosto, anni fa, aperitivo, pizza, pre, discoteca, e alla fine spiaggia (per due).
Serata e compagnia diverse dal solito, molto.
Solo una cosa era come al solito, una idea maschilista in fondo; ecco, uomo o donna che fosse il dispregiativo era sempre: zoccola.
Altro che parità dei sessi.
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