gen252010

Tramonti...

Published by bonebag at 0.31 under

Il sole basso, sotto le nuvole del tramonto, allunga e stira le ombre di due giovani amanti che passeggiano sulla battigia; camminano insieme, mano nella mano, lo sguardo rivolto alla striscia dorata che si allunga verso l’orizzonte.

Sulla sabbia umida qualche onda si frange sommessamente e avanza, cancellando le impronte dei loro piedi nudi.

Rallentano, sta per tramontare, si fermano, stupiti da questo miracolo che si rinnova ogni sera.

Mani si cingono sui fianchi, le loro teste si avvicinano. Risacca e gabbiani null’altro. Il vento si è placato e nessun suono inquina la spiaggia.

Non è  rimasta che una striscia di sole sottilissima. Sparita.

Nella luce che ancora resiste si guardano, un accenno di sorriso, occhi che si abbassano e poi sotto un cielo che sembra ardere si fissano ancora, dita leggere sui capelli, un bacio sulla fronte.


“Paolo”

“si Amore che c’è?”

“Hai dato da mangiare al maiale?”

“Santo cielo Enrico, me ne sono dimenticato!!”


Tramonto a Capo Caccia, Alghero - Bonebag ©2008



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set112009

Semantica unisex

Published by bonebag at 2.45 under

"Certo che sei proprio una zoccola, possibile che ti devi scopare con gli occhi tutti quelli che vedi?!"

"Senti chi parla! Appena mi sono distratto un attimo e stavi già facendo amicizia col cameriere. Ma tanto che credi, è fidanzato, anche se lei è una smorfiosa da far vomitare secondo me glielo ciuccia tutte sere, e poi  l’hai mai vista? Ha un culo!"

"Perché il mio fa schifo? Quanto al resto poi … vabbè lasciamo stare."

"Ecco bravo, lasciamo stare non ti vorrai mica far riconoscere da nostro nuovo amico? Marco giusto?"

"Ehm! Si Marco, ciao piacere…" (rossore da moderato imbarazzo)

"Piacere mio, Io sono Mau, e lui  è Aldo."

"Mari ma davvero il tuo amico è etero? Non si direbbe, mi sembra un ragazzo così sensibile…Ma state insieme? E da quanto? Non ci dici nulla? Dai racconta… "

"Si, fidati lo è anzi gira al largo! E tu marco non dargli retta. No, non stiamo proprio insieme, siamo amici, non ci vedevamo da tanto, ma insomma Mau, fatti cazzi tuoi!"

"Acida! Sei peggio di una zitella!"

 

Dall’interno una voce:

"Mau! Il telefono! È Anto…"

"Scusate… Ciao pazza!" (ma perchè urla?)

"Allora! Dove siete zoccole che non siete altri? Guarda che noi siamo qui al bar, vi stiamo aspettando, si le signorine sono qui c’è anche l’amico di Mari, no no è regolare, almeno così dice, si è carino. Se ti sente lei ti cava gli occhi, si, ciao Anto, si c’è anche Pierre, è arrivato oggi ti aspetta, ciao a dopo."

[…]

Iniziava così una serata memorabile di fine agosto, anni fa, aperitivo, pizza, pre, discoteca, e alla fine spiaggia (per due).

Serata e compagnia diverse dal solito, molto.

Solo una cosa era come al solito, una idea maschilista in fondo; ecco, uomo o donna che fosse il dispregiativo era sempre: zoccola.

Altro che parità dei sessi.



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lug292009

Good As You ?

Published by bonebag at 19.03 under

Milano, Piazza del Duomo                                                      GPS 45.464714, 9.190417Indirizzo:‎      ore 12:15 zulu

È in mostra a Palazzo Marino Il Codice Atlantico di Leonardo, sono andato oggi: bello, una cosa piccola ma carina, sono esposti due fogli originali e un sistema multimediale molto ben fatto, una specie di gigantesco iPhone per sfogliare le pagine. Quando sono uscito era ora di pranzo, avevo un po’ fame e ho fatto un salto da Burger King.

Aspetto, ordino, ritiro, salgo le scale, mi siedo.

Dietro di me tre ragazzi giovani.

Quel particolare tono di voce, suadente, leggermente nasale e un po’ affettato lo conosco e poi sono vicinissimi, non posso fare a meno di sentire i loro discorsi, sono gay.

Giovanissimi, al massimo venticinque anni forse meno, di cosa potrebbero parlare se non di sesso, di storie, relazioni, avventure, sbronze? Insomma cose che abbiamo fatto tutti.

Consumo il mio Steackhouse Burger con calma, mi hanno notato, me ne accorgo da alcuni improvvisi abbassamenti del tono di voce, sussurri, pause, mezze frasi.

Finisco e mi alzo per vuotare il vassoio, completo l’operazione, poi un lampo di genio: mi volto a  guardarli.

Atmosfera sospesa, mi stavano osservando ma non se lo aspettavano, uno è proprio carino, lo guardo negli occhi e ignoro gli altri due, abbozzo un sorriso, con un filo di malizia.

Arrossisce, insisto, poi mi volto e scendo le scale, continua a guardarmi.

Sorrido, tra me e me, sono proprio stronzo invece …



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