È tutto il giorno che ripenso a ieri sera.
Quel lapsus! Doveva succedere prima o poi; ed alla fine credo sia stato meglio così, in quella situazione. Certo mi sono sentito un fesso, ma oramai era fatta, e come si dice in Sardo “sas paraulas da chi bessint non torrant prus in segus”, le parole una volta dette non tornano indietro.
A completare la giornata poi, quelle foto… mi ha preso un senso di vertigine quando le ho viste, ho dovuto proprio chiuderle.
Due che si baciano, anzi no, è lo stesso uomo o donna che si bacia, sembra un clone, un gemello, ma è se stesso, ecco il mito che ritorna e con lui le domande, e tu che mi fai parlare fino scuoiarmi l'anima.
“Un uomo di latta non dovrebbe regalare apriscatole”
Dico allo specchio, mentre noto che la basetta destra sta iniziando ad imbiancarsi. Ne sono compiaciuto, non mi sta male. E intanto osservo come sto nuovamente tornando in forma, le spalle si stanno irrobustendo e in generale mi sento più tonico, mi alleno tutti i giorni e inizia a vedersi, manca solo un po’ di colorito, ma rimedierò.
Ripenso a te, alla foto ed alla nostra chiacchierata, scuoto la testa, spengo la luce e faccio per andar via…
Mi fermo, torno indietro un attimo, un’ultima occhiata: eh si, devo tagliare i capelli: sono troppo lunghi.
Ripenso a te: certo che sei proprio un bel tipo con quel sorriso furbetto e quella rughetta in mezzo alla fronte, chissà come staresti con i capelli lunghi... no, no, meglio corti, sono più comodi, sollevo lo sguardo, chiudo gli occhi: sorrido.
Ma stasera, non ho voglia di pensare troppo, mi basta anche un modello base.

Salvador Dalì, Metamorfosi di Narciso. 1937
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