giu242010

Preterizione

Published by bonebag at 18.35 under Storie

La gara è appena finita ed abbiamo perso.

Tutti i blog d'Italia parlano adesso dello stesso argomento, la nostra sconfitta contro la Slovacchia, e anche facebook e twitter e friend feed, insomma tutti.

Io no.

Non sono un tifoso, non ho mai seguito il calcio e non mi interessa parlarne adesso, quindi non lo farò.

Ma capisco la tristezza e la delusione, e in parte la avverto anche io, ma in fondo è solo un aspetto molto limitato anche se significativo di quanto il mio Paese sia in crisi, di quanto siamo in fondo sopravviventi, di quanto non ci si creda, e alla fine, di quanto sia sempre colpa di qualcun altro, magari più in alto di noi, magari che decide per tutti, il salvatore della patria.

Ascolto Marcello Lippi che rivendica la responsabilità della sconfitta, con tristezza, ma anche con l'orgoglio del capo.

Non si sente spesso una dichiarazione così.

Per quello che può valere la mia impressione, io lo trovo un grande uomo.

Un uomo come pochi.

Può aver sbagliato e forse lo ha fatto, aspetto le riflessioni di altri con ben altre responsabilità a ben altri livelli.



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags: , , , , ,

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 12 Commenti

apr122010

ON/OFF

Published by bonebag at 17.14 under Storie

È solo una piccola intromissione nell’ultimo sogno del mattino, un suono estraneo ed insistente.

“Proprio ora, che ore sono?”  Si chiede Deborah, stupita senza motivo mentre cerca tastoni il pulsante per spengere la sveglia.

Pigia sull’interruttore, accende la luce e si ferma un attimo a immaginare il soffitto con gli occhi ancora chiusi.

Allunga la mano, sfiorando cautamente il lenzuolo accanto a se fino a sentire un po’ di freddo.

Quell’angolo del letto che fino a ieri ne custodiva il corpo caldo è orribilmente vuoto.

Non ha cambiato le lenzuola e nell’aria resiste ancora il sentore del loro abbraccio.

Gira il palmo verso l’alto, lo infila sotto il cuscino, lo afferra e lo tira se.

Ruota su un fianco, in posizione fetale, lo circonda accucciandosi e lo stringe.

Lo annusa, sprofondando il viso in quella tela morbida, e con gli occhi ancora un po’ chiusi lascia che una vampata l’accenda, le attraversi  le guance, quindi il seno e poi giù facendosi strada nel suo corpo, dove solo poche ore prima, lui le aveva regalato un po’ della sua forza.

Stringe sul cuscino quelle dita che aveva intinto dentro di se per raccoglierne un po’ e che aveva portato alle labbra per assaggiare il suo sapore.

Sorride nel rivederlo ancora una volta ricoprirla e poi liberarla, stendersi accanto a lei con gli occhi chiusi per non far fuggire l’ultima immagine.

Apre gli occhi: è sveglia.

Lontano, in un letto che per pochi giorni è stato vuoto lui dorme ancora, ignaro di quel risveglio.

Lei era stata li giorni addietro e anche lui non ha rifatto il letto quando sono partiti insieme, al ritorno lo ha ritrovato così, freddo, ma segnato dalla loro impronta.

Ci si è adagiato con rispetto quasi a farsi cullare, anche lui ha stretto a se il cuscino, ha allungato la mano verso l’abat jour ed ha spento la luce, addormentandosi in un abbraccio ingannevole.

La finestra, le cui imposte non sono mai del  tutto chiuse si accende, e all’alba la luce pigramente, senza fretta, prepara il risveglio.

"È così facile abituarsi a dividere un letto, troppo facile."

Si  rivede voltarsi per sentire gli occhi di lei che sussurrano  “buongiorno”, ascoltare un bacio con gli occhi semichiusi, con una mano cingerle la nuca mentre la sua schiena si rilassa con carezze ancora incerte.

Sentire per un attimo il suo seno appoggiarsi sul petto e ritrarsi poi dall’acciaio freddo del piercing.

Respirare lentamente per minuti in attesa di una parola o in contemplazione di un silenzio.

Sentire il sangue che riprende a scorrere con vigore e aspettare mentre lei intuisce la sua voglia premerle sul ventre.

 

Tanto facile che scoprirsi soli imbarazza e lascia increduli, e allora, il primo gesto del mattino è leggere o mandare un messaggio per scoprire se il suo risveglio è stato monco come il tuo, cercare così una fessura, una crepa in questa parete liscia che vi separa.

Il tasto di un telefono diventa l’interruttore che accende la luce su una vita lasciata in un altro luogo.

Fino al prossimo  incontro.



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags: , , , ,

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 10 Commenti

feb252010

Leaving Milan (Via da Milano)

Published by bonebag at 15.52 under Me

"Vado via per un po’."

 

Sto sistemando le mie cose e alcuni oggetti e libri sullo scaffale mi raccontano di due anni straordinari in una città tanto amata.

 

"Un po', ok, ma quanto?"

 

Sarà un salto nel buio, tra cose che detesto e affetti antichi, ma è solo uno scalo temporaneo.

 

“Qui non c’è più nulla per me.”

 

Non è vero, sono un maledetto bugiardo, qui c’è tanto e soffrirò tanto non potendolo portare con me.

Bisogna fare delle scelte, e comunque arriva un momento che scelte non ce ne sono più, rimane solo l’inevitabile.

Amarissimo andare via, ancor più il non aver chiuso certi conti, ma anche questa non è stata una scelta, non mia almeno.

 

"Tornerai?"

 

 

 

Foto: poche cose, ricordi - bonebag©2010



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags: , , ,

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 2 Commenti

gen222010

Tornando a casa

Published by bonebag at 19.59 under Me

In auto verso Milano dopo una assenza di alcune settimane: torno a casa.

Quasi sovrappensiero osservo i campi innevati nel pavese, l’autostrada non è eccessivamente trafficata e guido in relax. A pochi km dall’arrivo mi sveglia il cartello di una stazione di servizio e mi sembra che mi ricordi qualcosa, qualche minuto dopo ecco il sovrappasso che attraversa l’autostrada e con la coda dell’occhio individuo l'Autogrill: Località Cantalupa. Zittisco la radio e ascolto.

Ma non succede nulla.

Sento solo il rumore del vento dal finestrino aperto. Sono uno sciocco, per un attimo ho pensato, sperato, di sentire qualcosa che ho immaginato molte volte.

Torno indietro a qualche mese fa quando per una strana coincidenza mi sono imbattuto in una persona a cui ho tenuto molto, e che non sarebbe dovuta essere in quella parte della città quel giorno a quell’ora.

Ricordo il mio l’imbarazzo, la voglia di sparire, l’impossibilità di parlare con lei di qualunque cosa che fosse appena più che banale. Eppure, ci siamo seduti allo stesso tavolo, uno di fronte all’altra e alla fine abbiamo parlato, piano piano le parole sono uscite fuori e per un attimo sembrava che fossimo di nuovo vicini.

Tra le tante cose mi raccontò cosa fosse quell’urlo. E credevo di aver capito, ma invece no, non potevo capire e non potrò. Perché io non mi so ascoltare. È dentro di me ma non esce, è come strozzato.

Scivolo sulla superficie delle cose, specie le mie, e non mi soffermo, sono disponibile con gli altri per non esserlo con me stesso. Ho allontanato molte persone a cui tenevo perché forse erano troppo vicine e ho paura che mi stia accadendo di nuovo. 

Così per sfogarmi scrivo, sperando di canalizzare in qualche modo un forza dentro di me che invece vorrebbe distruggere tutto, e fare cenere di ciò che mi circonda, perchè un urlo non mi basta, non riesco proprio a sentirlo.

La locandina di The Wall dei Pink Floyd



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags:

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 2 Commenti

dic192009

Quattro capriole di fumo...

Published by bonebag at 21.31 under Me

Sabato pomeriggio da solo a casa di mia madre, questa grande casa così penosamente vuota da quando lui, mio padre,  non c'è più.

 

Stavano, i miei vecchi la sera, in silenzio accanto al fuoco,

a leggere lui il giornale e lei a cucire.

Borbottava mio padre e leggeva, sospirava mia madre e cuciva.

Parole poche, accenni, nulla di superfluo e nulla che mancasse tra i silenzi.

Ora manca tutto e solo il superfluo è abbondante.

L'intero è più della somma delle sue parti.

 

Foto: Focolare - Bonebag©2009



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags:

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 0 Commenti