mar252010

Faccende domestiche

Published by bonebag at 20.05 under Donne

Conosco una storiella:

Un tizio incontra per strada un amico.
Lo vede piuttosto provato e con due evidenti fasciature sulle orecchie, al che gli fa:

"che cosa ti è successo"

"lascia perdere! Ricordi la tipa con cui stavo? Ci siamo lasciati"

"ah mi dispiace, ma, e l'orecchio?"

"stavo stirando quando lei mi ha chiamato e ho tirato su il ferro da stiro al posto del telefono!"

"Caspita che sfiga!" risponde l'amico "ma, e l'altro orecchio?"

"Quella stronza ha richiamato"


A volte ci facciamo male da soli, poi è facile dare la colpa agli altri, ma in fondo la nostra vita è frutto delle nostre scelte, lei mi diceva sempre:

"la vita che vuoi è la sola che avrai"

Hai ragione cara, è proprio così, per questo ti non chiamerò, non vorrei ti scottassi anche l'altro orecchio.



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags: ,

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 4 Commenti

mar192010

Coffee for two

Published by bonebag at 22.07 under Donne

Un caffè a due sul Garda:

preludio a un incontro perfetto.

A te piace prenderlo con la panna.

Io lo berrò amaro.

 

Coffe and cream - bonebag©2010



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags: , ,

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 12 Commenti

mar082010

Le mimose in Iraq sono viola

Published by bonebag at 17.33 under Donne

Per una donna quasi tutto é più difficile, è sempre stato così, da stamattina molti lo ammettono anche acquistando agli angoli delle strade mazzolini di mimose rubate. Ladro chi le vende, ricettatore chi le compra, ma sempre meglio che essere maschio, porco, sciovinista ed insensibile.

 

È l’8 marzo, festa della donna, vabbè.

 

Pensavo: la donna è la femmina dell’uomo, e il maschio dell’uomo come si chiama?
Non si usa più dire maschio e femmina, pretendendo così di essere uguali quando uguali non siamo. Continuiamo rappresentare i generi come fossero due specie diverse. Eppure la donna è un uomo, perché se è vero che ha le tette, spesso dimostra di avere anche le palle.

 

Che poi festa non è, ma solo la Giornata Internazionale delle Donne, al lavoro si va ugualmente chi ce l’ha, donne comprese; che poi proprio al lavoro, costrette dall’indigenza, trovarono la morte le donne che oggi  commemoriamo.

 

Vedo attaccare a questa  ricorrenza i temi più diversi: i diritti delle lesbiche, di conseguenza i diritti dei gay (maschi), la pace nel mondo, l’effetto serra; andiamo avanti di questo passo e ci possiamo far stare tutto, che so ci saranno immigrati donna, lesbiche e gay? E magari ci ricorderemo che esistono anche animali di sesso femminile, e forse anche alieni femmina, che magari hanno anche animali alieni in via d’estinzione di cui alcuni femmina. Mah…

 

Stasera per alcune donne sarà anche festa, un mini Baccanale in pizzeria, con spogliarello compreso nel prezzo, e magari, avances e proposte pesanti (e a volte indecenti) a studenti o disoccupati che per arrotondare fanno i camerieri, un lavoro che molte donne non vogliono più fare.

 

Lo capisco è degradante, molto meglio fare l’account, l’HR, la stylist, PR, ecc. ecc. anche hostess ed escort suonano meglio che cameriera.

E domani?

Di nuovo tutto come ieri, soliti casini, soliti litigi, soliti sogni infranti, soliti rospi da ingoiare. E a meno che il capo non sia una donna (cosa probabile del resto), a volte non solo rospi.

 

In Iraq oggi le donne festeggiano, ci sono state le elezioni e un centinaio di donne siederanno in parlamento, circa il 25% del totale dei seggi, da noi in Italia sono circa il 15% .

Auguri di cuore, se lo meritano

 



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags:

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 5 Commenti

feb182010

Ancora...

Published by bonebag at 14.56 under Donne

Nessuna ammissione.

Nessun impegno.

Nessun futuro.

Nessun noi.

Ma io,

ci sono ancora.

Ed è passato lo tsunami.

Senza domande ascolto i tuoi occhi,

ché nelle parole non vediamo le risposte.

 

 

Foto: Embrace, Heiko Hosoe



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags:

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 0 Commenti

gen312010

Lavinia

Published by bonebag at 18.39 under Donne

Lavinia è un'amica e un’artista, un’artista vera, ha lo studio vicino a Santa Marta dove realizza stupendi oggetti in ceramica. In realtà è anche Ingegnere Chimico, ma ha fatto il Liceo Artistico e adora modellare la creta. Questo però non le dà da mangiare e il suo principale lavoro è la consulenza: progetta composti ceramici per impieghi industriali, principalmente in campo motoristico. Quando vi affidate alle pastiglie freno della vostra moto, bé la vostra vita potrebbe dipendere dalla sua bravura…

L’ho chiamata qualche giorno fa, avevo bisogno di un consiglio e sono andato a trovarla; il suo laboratorio sembra il negozio di un fornaio in cui un pazzo ha fatto esplodere i sacchi della farina: una polvere sottilissima ricopre ogni cosa. Appoggio istintivamente un dito su una mensola e porto alle labbra il polpastrello imbiancato,

“Che fai?!  Smettila subito! Non si mangia!” mi grida

“Sì mamma! Cos’è ?” chiedo ridendo,

“Idrossisilicato di alluminio, la base delle mie ceramiche, vola dappertutto”

“Caolino insomma”

“Si, mi davo un tono” e ride “Ti mostro una cosa”  e mi porge un coffee mug in porcellana bianchissima, abbagliante.

“Sai, non è smaltata, è caolino puro e la filigrana che vedi in controluce è un monogramma in pasta vitrea annegata nell’impasto." Un oggetto semplice ma veramente bello.

“É la mia tazza per il caffè americano. Di cosa avevi bisogno?”

"Devo  fare un regalo speciale ad una mia amica, anche lei speciale, qualcosa che sappia di me e che le tenga vivo il ricordo se ci perderemo di vista"

“Una amica di letto?”

“Bè, come molte, ma lei è speciale, quasi quanto te” sorrido io, un po’ ruffiano.

“Bastardo... non provarci con me non attacca! Comunque so io cosa regalarle, ma ti costerà un po’ e visto che sei sempre un gran bugiardo pagamento anticipato, come si chiama la tua amica?”

“Il vero nome non è importante, Contessa può andare bene e pagamento solo alla consegna”

“Ok, il regalo glielo dai in mia presenza però, se no non se ne fa nulla” fa lei seria “E adesso vieni qui, che voglio un acconto…”

Le sue dita sganciano veloci la cintura del mio jeans, lo tira giù con foga, la osservo cingermi i fianchi mentre si abbassa su di me, i suoi pollici premono le mie creste iliache e quando afferro la sua treccia bionda, le sue unghie mi si conficcano nelle natiche. Saldare il conto sarà un piacere…

È passato un po’ di tempo, un decina di giorni, quando mi arriva un sms: “prepara tutto e chiama la tua Contessa che io ho finito”.

 

“Ok” rispondo e organizzo per una sera della settimana successiva a casa mia.

Contessa non è solo un'amica, è anche la mia compagna di giochi, di merende si potrebbe dire, ed è una che ama le sorprese, ci sguazza negli imprevisti. L’ho invitata con il richiamo di una sorpresa appunto, e quando è entrata a casa vedendo cappotto, guanti e foulard di Lavinia, mi ha guardato come un ghepardo affamato guarda un impala.

“Dov’è?"  mentre si guarda attorno e annusa l’aria.

“In bagno” dico io,

 

“L'hai portata per me vero? Sai che sei un tesoro?”

 

“Non immagini quanto...” e sorrido pensando che in realtà piuttosto che una gazzella, l’aspetta una leonessa.

Stasera cena jappo, la mia preferita e poi cucino io, un sushi decoroso, non bellissimo da vedere ma accettabile, e pesce comunque freschissimo, ottimo vino e altrettanto buona musica, loro due parlano e si studiano, mi guardano e si sorridono, io le osservo e ascolto.

Finito il Sake e riordinata la tavola ci spostiamo in soggiorno, Lavinia si allontana un attimo e quando torna si adagia sul divano accanto a Contessa, io mi verso un Lagavulin 16 anni in un thumb e metto acqua e ghiaccio in un bicchiere a parte.

“Sai Contessa,” esordisce Lavinia, “questa cena è per te, il nostro ospite mi ha commissionato un dono, e ho voluto fare una sorpresa anche a lui, non ti spiace se sono io il portagioie vero?” E la bacia sulla bocca.

Una intuizione che solo una donna poteva avere: Contessa in un attimo le sgancia il bottoncino dietro il collo e fa correre in basso la zip, Lavinia si alza lasciando andare giù il vestito e si abbandona nuovamente sul divano con addosso solo le calze, divaricando leggermente le gambe per mostrarle il dono. Contessa le accarezza lentamente il pizzo dell'autoreggente e si spinge su fino toccare l’oggetto, lo estrae. É un candido dildo in porcellana, così perfetto da sembrare vero: il cazzo di un angelo; ogni rilievo, ogni vena è perfettamente riprodotta. Lo avvicina all’abat jour, è lucente e traslucido, lo annusa come farebbe un felino e infine lo assaggia.

Si volta verso di me: "Ma è il tuo!"

Sorrido mentre Lavinia china su di me controlla di aver fatto un buon lavoro, si ferma un attimo e rivolta a Contessa le fa: “Due come noi era l’unico modo che aveva per averci insieme”.

 

 

 

Ecco qualcosa di simile, lo trovate qui 



[KickIt] [del.icio.us] [Facebook] [Google] [StumbleUpon] Tags:

E-mail | Permalink | Trackback | Post RSSRSS comment feed 0 Commenti