Un’amica per caso…

 allumeusepercaso ha chiuso

La schermata di Blogger…

Ieri il blog di una delle mie più care amiche è stato chiuso dall’autore.

Lei, la mia amica, che teneva questo diario, mi ha chiesto una mano, per archiviare tutto prima di spegnere la luce.

Ed io, come sempre, l’ho aiutata seppur con un po’ di tristezza.

Sapevo che prima o poi sarebbe successo ma, me lo ha detto così all’improvviso da non rendermi conto che la cosa era nell’aria da tempo. E in fondo non sono dispiaciuto, da un po’ non scriveva più, ma era per me come un deposito di ricordi, di cui alcuni, dolci e piacevoli.

Ed è così che mi sono chiesto cosa mi abbia trattenuto dal chiudere le mie “Cronache dall’età Tecnozooica” visto che anche io da un po’ non scrivo nulla, e una risposta in realtà non c’è, in compenso adesso sento di nuovo la spinta a scrivere e ad occuparmi del mio.

Non faccio propositi che poi magari non manterrò, ma mi piacerebbe fare qualche modifica, cambiare la piattaforma, cioè passare a WordPress o nel caso di qualcosa di più complesso passare addirittura a Joomla, cambiare il layout e spostare qui tutto il mio materiale fotografico che ora sta su flickr o comunque collegarlo in qualche modo.

Insomma riprendere possesso di una delle attività che più mi ha dato soddisfazione fino a pochi mesi fa e che per motivi che non sto a spiegare ho improvvisamente interrotto.

Sembra paradossale ma la chiusura del blog della mia amica mi ha spronato a riprendere in mano il mio e così mentre mi guardo intorno mi accorgo che qui in città ci sarebbero un bel po’ di cose da dire e da raccontare.

Stay tuned…

Uno sguardo indietro…

Cartella Documenti, pulizie di Natale, ho trovato file senza titolo. Non ricordavo cosa fosse e l’ho aperto: è una lettera che non ho mai spedito.

A dire il vero non è stata l’unica, ma questa mi ha colpito, di solito, se non le spedisco le cancello: che senso ha tenerle?

L’ho riletta e ho capito, è un conto che ho avuto in sospeso e che ho chiuso nel peggiore dei modi, doveva accompagnare un libro che mi fu prestato tempo fa e che invece ho restituito senza una parola, senza spiegazioni, in un pacco di pesante carta nera.

Nel silenzio è stato riconsegnato e, come mi aspettavo, dal silenzio è stato accolto, o quasi.

Dimenticato.

Fino a ieri, quando per una strana coincidenza ho intravisto quella persona e mi è capitata sotto gli occhi quella lettera mai spedita.

Ne avevo anche fatto un post che poi non ho pubblicato e che non pubblicherò più.

Perchè di passi, uno dopo l’altro ne ho fatti tanti e adesso che sono andato così lontano molti ricordi diventano sfumati e poche cose restano ancora nitide: quelle belle.

Come uno sguardo, un sorriso…

mimi

Un venerdi come gli altri

Inizia un altro week end prenatalizio ed io, che natalizio non mi sento (ne pre, ne post) accuso una leggera forma di insofferenza verso i riti e i miti del buonismo commerciale e avventizio.

Come molti, se non tutti, sarò trascinato nella compulsione dell’acquisto, non tanto per me che ne farei senz’altro a meno, quanto per chi, poco o molto, qualcosa si aspetta di ricevere. È sempre qualcuno poi con cui ho consuetudine e fors’anche affetto, ragion per cui, in ore poco trafficate mi curerò di vagare alla ricerca di qualche onesta strenna.

Devo solo trovarne la forza, che la motivazione piuttosto latita.

Quella del week end è per me una depressione vasta come il Mar Caspio, una bolla vuota come di sapone, che mi rimanda deformata  la mia immagine tremolante e fragilissima e mi fa percepire intorno nulla se non che vuoto.

E non mi figuro certo di riempirlo con queste facce attonite, ora in processioni oranti ora genuflesse al dio della spesa, dentro un capannone addobbato di oro e scarlatto.

il mercatino degli obejobej a milano

Immagine di reperorio, Milano Dicembre 2009 fiera deglli Obej Obej in Castello, bonebag ©2009