Con questo siamo a cento articoli.
Ed è post auto celebrativo per un blog atipico, frequentato da pensieri spesso cupi e eccessivamente introspettivi, disorganizzato, senza un filo logico che non sia quello delle miei ossessioni che temo stiano finendo.
La terapia sembra funzionare.
Posso fare un primo bilancio: positivo. Mi sono divertito, ho ripreso a scrivere dopo molti anni, mi sono messo in gioco e sono contento che a qualcuno piacciano le cose che scrivo.
I commenti critici me li hanno fatti in privato, qualcuno anche a voce, mi dicono che non era il caso di raccontare i fatti miei specie su argomenti difficili come l’abuso sessuale, la violenza, il suicidio. Ma questo mi serve per capire le mie paure, non vi piace o vi mette a disagio? Fate uno sforzo o non leggete. Ho vissuto più volte attacchi di panico e non sono finiti finchè non ho imparato a controllarli, valutando bene le mie paure.
Molti post sono dedicati alle donne o ispirati da donne, che poi sono la mia vita, la mia passione; credo che più delle donne mi piacciano solo le moto (non è vero), ma le donne riesco a portarmele a casa anche senza soldi per le moto la faccenda è più complicata. Vi amo e vi amerei tutte, ma non avrò tempo a sufficienza.
Qualcuno mi ha detto che troppo spesso strizzo l’occhio al mondo gay. Non è vero. È un mondo che conosco ma che non frequentato perché non mi entusiasma: è pieno di gente spocchiosa, razzista e pettegola ed è comunque uno spaccato in piccolo ed in peggio del resto dell’universo. Semplicemente noioso, ma esiste e ne incontro frequentemente quindi perché non parlare anche di loro?
Mi piace e continuerò a farlo: parlare della amicizia, che ho scoperto che va sempre in direzione centrifuga ossia verso gli altri, vorrei essere più amico di me stesso qualche volta, ma esserlo degli altri è più facile, molte meno domande.
Un argomento di cui non parlo mai e che invece mi sta davvero a cuore è il mondo fisico che mi circonda, l’ambiente urbano e quello naturale. Un po’ ne parlo con le mie foto ma non sono tanto bravo, ho poco tempo e attrezzatura limitata. Inizierò a farlo da quello che è il prodotto più massivo, ingombrante, meno apprezzato: i rifiuti. Ho una tesi di laurea (pubblicata) in economia dell’ambiente, riprenderò il discorso dove lo avevo interrotto, perché certe cose scomode non le avevo potute scrivere, troppo distanti dalla ideologia romantica dell’ambiente che tutti (o quasi) condividiamo.
Ah ! E sapete che c’è ? L’ambiente naturale non esiste è solo un invenzione letteraria.
A presto.
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