La telefonata è arrivata inaspettata: “domani devi essere in azienda alle otto meno dieci”.
Quasi non ci credo, sicuramente non ci speravo più: riprendo a lavorare. Lo stop è durato pochissimo, giusto il tempo delle ferie.
Bene.
Questo accadeva martedi 11 agosto, in poche ore ero di nuovo qui, a casa.
Tutto perfetto: il tempo, il volo, la cena con una cara amica, la notte insonne pensando al nuovo lavoro, i lavori sulla metro, le corse per non far tardi il primo giorno, i nuovi colleghi, tutto colorato, tutto come non mi aspettavo.
Molto Bene.
I miei coinquilini sono in ferie, torneranno a fine agosto.
Benissimo.
La città è godibile e non è affatto deserta, molti negozi sono aperti, i mezzi pubblici sono affollati ma meno del solito, i luoghi d’arte e cultura gremiti di turisti.
Mancano un po’ i milanesi, lo si capisce per strada e sui mezzi: non si sente quasi mai parlare in Italiano; è una strana sensazione e non è piacevole, so che non è politicamente corretto dirlo, ma la cosa mi infastidisce. A Londra o Parigi non parlano inglese o francese anche ad agosto?
Chi è rimasto non si arrende alla noia ed esce, la movida milanese di ferragosto è animatissima, e dove mancano gli italiani ci pensano i turisti.
E si fanno incontri interessanti, come Chiara: una pittrice che ho incontrato poche sere fa; io e lei davanti ad una birra fino a tarda notte, persi a parlare di body art, di musica, di politica, di mostre e di fotografia sotto un cielo limpidissimo.
E come lei ragazzi di tutto il mondo, artisti, intellettuali, persone comuni, tutti qui in città per scelta o necessità ma comunque decisi a dimostrare come la vita non va in ferie.
In vacanza ho vissuto in tranquillità e relax, ho goduto della compagnia di antiche amicizie e ne ho fatte di nuove, ho lasciato liberi di evaporare pensieri oramai opprimenti, apprezzato buone letture e infine accolto con piacere notizie inaspettate: una bella boccata d’ossigeno e ora sono nuovamente pronto alla lotta.
I miei migliori amici sono ancora in Sardegna: ne sono contento; per me è l’opportunità per conoscere gente nuova ed allacciare un rapporto più stretto con questa Milano.
Voglio diventi un po’ mia come lo sono state le altre città in cui ho vissuto.
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